UN SOGNO

Una volta ho fatto un sogno; nel sogno c’era un bambino e una mattina la mamma, invece di accompagnarlo a scuola come al solito, lo portò fino in fondo alle scale, aprì il portone e lo lasciò lì, sull’uscio di casa; a quel punto il bambino iniziò a guardarsi intorno smarrito, e si accorse pure che il suo zaino invece di essere, come sempre, pieno di quaderni, era completamente vuoto! Ebbe molta paura, nel sogno gliela leggevo negli occhi. Si sporse un po’ dal portone e vide la strada, la gente, le macchine. Nel sogno vedevo anche la mamma che, da una finestra, lo guardava, e quello sguardo non lo lasciò mai per tutto il tempo. In cima alla salita c’era una curva e poi la strada spariva.

Improvvisamente, sull’altro lato della strada, passò un ragazzino con uno zaino sulle spalle che gli fece un gesto, come di seguirlo. Così uscì dal portone e si mise a camminare stando molto vicino al ciglio della strada. Davanti a lui stavano, in effetti, due possibilità: restare lì fino alla sera, con lo zaino vuoto, e tornare su in casa come se il giorno non fosse neanche iniziato, oppure, come d’altra parte stava facendo, cominciare a camminare. Lungo la strada decise pure di riempire il suo zaino con le cose più interessanti che trovava, le briciole lasciate dalla gente che passava di lì.

Il cammino durò così giorni e giorni… lo zaino che adesso mi porto dietro è diventato molto pesante, forse più di quando andavo a scuola, ma non è mai pieno, perché a volte prendo e a volte regalo: è molto bello! Di curve, poi, ne ho fatte più di una, salite e discese, e pianure.

Sapete? mi succede anche un’altra cosa, molto interessante; a volte, passando vicino alle case, vedo altri bambini che si affacciano un po’ preoccupati al portone e guardano fuori la strada che sale e poi sparisce dietro una curva; allora gli faccio un gesto, come per farmi seguire…