Arrangiamento

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Una foto da giovane, in un mio vecchio studio con Niko alla batteria a costruire insieme un arrangiamento.

Nella mia esperienza di produzione musicale l’approccio all’arrangiamento che prediligo è quello che presuppone che la canzone abbia già in sé gli elementi base per costruirne la stesura strumentale completa, e che le daranno un carattere ed un’identità propri. Ricercare e mettere in luce questi elementi (armonici, melodici o ritmici, o una combinazione di essi) è il primo passo per la costruzione di un arrangiamento coerente e riconoscibile.
È quindi nell’ascolto e nell’analisi attenta del brano nella sua forma originaria, solo voce o voce e strumento, comunque così come uscito dalle mani dell’autore, che si mettono le basi per un lavoro di arrangiamento efficace e allo stesso tempo rispettoso dell’idea originale. Esiste poi un altro punto di partenza, che col primo deve armonizzarsi e interagire, senza che l’uno sostituisca completamente l’altro. È quello del “pensare”, immaginare prima nella propria mente come dovrà suonare quel brano, secondo quale modello stilistico, con che velocità, con quale palette di suoni. Lavorare di fantasia è un obbligo, che allontana il rischio della banalità e della ripetitività e ci consegna alla possibilità del nuovo, del “diverso da ieri”.
Non è però solo nel brano musicalmente inteso che si nascondono gli elementi “sonori” del futuro arrangiamento. È anche nel testo, nell’ambiente che il testo già da solo crea senza neanche bisogno della musica, e poi nell’interazione tra testo e musica, interazione che può fornire ulteriori elementi di spazializzazione. Si tratta di costruire un paesaggio “sonoro”, non solo musicale, pronti a inserire nella stesura anche veri e propri rumori, realistici o non reali, particolarmente nella sezione ritmica ma non solo; questo per costruire uno spazio sonoro finale ricco, non banale, evocativo, e che abbia carattere e originalità.

Per la realizzazione completa della stesura e la produzione in studio (o live) utilizzo sempre la mia conoscenza delle caratteristiche dei principali strumenti musicali e il mio gusto artistico. Tutto questo cerco poi di organizzarlo con l’ausilio di alcune regole “sintattiche” che permettono di arrivare alla migliore soluzione possibile a partire dalle prime intuizioni e anche da quegli elementi base citati prima.
Una certa abilità e scaltrezza tecnica derivanti anche da lunghe esperienze di studio di registrazione e il valido aiuto di amici esperti, mi dà alla fine la possibilità di montare prodotti musicali già molto vicini al risultato finale.
La fase conclusiva dell’arrangiamento necessita infine della capacità di interessare e coinvolgere altre persone alla registrazione finale, suscitando nel musicista di studio le motivazioni artistiche a partecipare alla stesura, lasciandogli anche lo spazio per ulteriori trovate stilistiche e musicali.
L’arrangiamento così pensato e realizzato, non è più solo l’espressione del gusto artistico personale del singolo produttore, ma diventa lo spazio in cui altri musicisti possono mettere a frutto la propria fantasia e creatività, con il produttore che diventa facilitatore ed armonizzatore dei vari contributi.

Materiale:
Microfoni condensatore : Neumann, Oktava, A.T., SE-Electronics.
Microfoni dinamici: Sennheiser, Shure, ElectroVoice, Audix
Preamp: Millennia, Focusrite serie ISA, Summit-Audio, L&R Baggs.
Interfacce audio MOTU AVB Series
Ascolti: Quested – Yamaha – Beyerdinamics – AKG
Chitarre: Martin – Godin – ABE – YAMAHA
Tastiere: Yamaha MOXF 8